…Cosa significa veramente dividere la propria vita con un cane?
Sempre più spesso sento dire questa frase: “Il mio cane è buono, però… che impegno che è!?”
Ma certo che è un impegno! Quando decidi di dividere la tua vita con un cane ti prendi una responsabilità non indifferente, non puoi pensare che basti portarlo a fare due passi per una mezz’ora al giorno!
I bisogni del cane non sono certo solo quelli fisiologici (bere, mangiare, etc.), ma sono anche quelli di sentirsi al sicuro, di far parte di una famiglia, di credere in se stesso, di essere impegnato in attività sempre diverse che rispettino la sua indole!
Chiediti sinceramente: perchè ho preso un cane? Cosa mi aspetto da questo rapporto?
Alle volte non è facile trovare la risposta… perchè sono già molti gli anni che avete passato insieme e siete presi dalla solita routine, perchè non avevi pensato che un cane va educato e ora magari avete qualche problema (il cane tira al guinzaglio, non fa entrare nessuno in casa, … ) che vi impedisce di vivere serenamente il vostro rapporto, perchè hai già molti impegni tra lavoro – amici – palestra – … e quindi???
Quindi ora vivi con un cane! Lui dipende da te, ti chiede attenzioni, affetto, sicurezza… è lì per te, aspetta solo te, una tua carezza, una tua parola, un tuo gesto!
Quelli che per te sono problemi, per il cane sono richieste: se il tuo cane tira al guinzaglio è perchè esce poco? è troppo agitato? sta scappando da qualche cosa?… magari dal collare che gli da fastidio?…
Lui tira al guinzaglio quindi tu lo porti meno fuori, quindi lui tirerà sempre più al guinzaglio… è un circolo vizioso!
Esci subito da questa trappola!
Per qualunque motivo tu abbia deciso di dividere un tratto della tua strada con un cane, ora siete insieme! Impara a capire cosa sta cercando di comunicarti il tuo cane, impara a farti capire dal tuo cane, impara a goderti il tuo cane!
Come?
I ragazzi che questo fine settimana stanno partecipando al corso ”Il Cane e l’Arte di comunicare” tenuto da Angelo Vaira, stanno imparando proprio questo, si stanno mettendo in gioco, stanno crescendo insieme al proprio cane, si stanno dando un’altra opportunità!
Come hanno detto i ragazzi oggi: “Cerchiamo il cane che è in noi e l’uomo che è nel cane“!
Significa che abbiamo una base in comune, dobbiamo solo rispolverare il nostro istinto, acuire i nostri sensi, lasciarci andare alle nostre emozioni, usare cuore e cervello insieme…
In questo seminario impari l’alfabeto del linguaggio che potrai utilizzare con il tuo cane, per vivere il cane, il tuo cane!
Potrai ritrovare la gioia di lunghe passeggiate insieme al tuo compagno peloso durante le quali comunicare solo attraverso sguardi e poche parole;
il divertimento dei momenti passati a giocare insieme nei parchi della vostra città o al sicuro nella vostra casa quando fuori è brutto tempo;
la sensazione di completezza quando vi ritrovate insieme dopo una giornata di lavoro… o una trasferta di lavoro…;
la complicità di quando tu cucini per entrambi e insieme vi godete la medesima cena saporita e casalinga;
la serenità che vi pervade quando stanchi entrambi crollate la sera sul divano…
Ti stai perdendo questi momenti? Non è mai troppo tardi per decidere di fare la cosa giusta, di seguire quel fremito che senti dentro di te… se stai leggendo questo post la strada giusta da percorrere l’hai trovata, le persone a cui chiedere “un passaggio” fanno parte di questa scuola!
Non accontentarti di vivere con un cane, vivi il tuo cane!
Tags: Angelo Vaira, cane, collare, impegno, problemi, responsabilitá, richieste, tira guinzaglio, vivere
Vi scrivo dopo il vostro secondo giorno del corso che vi porterà a diventare Educatori Cinofili… diventerà la vostra professione, il vostro secondo lavoro come è capitato a me, rimarrà un bagaglio che sfrutterete solo per voi e chi vi sta più vicino… non importa, ognuno di voi darà il suo contributo affinchè si diffonda sempre di più la conoscenza di chi sono i cani, di come comunicano, di come noi possiamo capire loro e dialogare con loro!
Sì, noi possiamo dialogare con i cani, tutti lo possono fare, qualcuno già lo fa inconsciamente!
Dobbiamo fare solo due semplici azioni: ascoltare ciò che il cane ci dice leggendo quello che esprime con il suo corpo, con le sue posture, con le sue azioni, e rispondergli nel suo stesso linguaggio, che è il linguaggio universale dei cani!
Angelo Vaira (“Ascolta il tuo cane”) e Ruth Wahlmueller (“I segnali calmanti”) sono insenganti fantastici, ti catapultano nell’universo canino e ti guidano alla scoperta di un mondo semplice e lineare, dove le parole sono superflue, dove ritrovi il contatto con il tuo io più profondo, attraverso il quale riesci a connetterti con il cane e a dialogare con lui.
Perchè in fondo anche noi esseri umani comunichiamo per più del 50 % attraverso le nostre posture, ma abbiamo perso la capacità di andare oltre le parole, abbiamo smarrito la nostra spontaneità e sensibilità.
Ma con il percorso che avete intrapreso vedo tutti voi cambiare giorno dopo giorno!
State subendo una metamorfosi, lenta ma inesorabile!
Ma l’impressione stupenda che date è che non opponete alcuna resistenza, anzi!
Non è facile trovare un gruppo di più di 30 persone così aperte, fertili, spontanee… nessuno di voi ha avuto paura di aprirsi a noi, nessuno ha voluto primeggiare, nessuno è rimasto fermo sulle proprie posizioni…
Siete fantastici ragazzi!!!
Vi vedo come se foste partiti per un viaggio negli USA: voi e una valigia con il minimo indispensabile, perchè con il cambio euro-dollaro degli ultimi anni quando sarete là potrete rifarvi il guardaroba spendendo pochissimo, e comprerete anche una valigia più grande perchè la vostra non basta più…
Siete partiti per frequentare questo Corso con il minimo indispensabile: voi stessi e il vostro cane, fiduciosi che noi avremo potuto arricchire le vostre conoscenze… e solo dopo due giorni ci guardate con quegli occhioni che esprimono stupore, emozione, soddisfazione, gioia… e siete curiosi di sapere di più, ancora di più… vi siete accorti che questi tre giorni saranno solo un piccolo passo del vostro viaggio, ma che vi stanno dando talmente tanto che vorreste correre verso la fine…
Calma ragazzi!
Mettetevi comodi, voi con i vostri pelosoni accanto… chiudete gli occhi e respirate profondamente… ascoltate il vostro cane… che dopo poco risponderà al vostro respiro profondo… con un suo sospiro profondo… ecco… state già dialogando con lui, siete sulla stessa lunghezza d’onda, state parlando la stessa lingua… quella più profonda e spontanea che viene dal cuore…
…buon viaggio…
Grazie ad Angelo io avrò il piacere e l’onore di essere una dei vostri tutor, un vostro angelo custode, non sentitevi mai giudicati o criticati, cresceremo insieme, io vi metterò a disposizione il mio sapere e voi mi arricchirete con il vostro!
Un abbraccio compagni di viaggio!!!
Mancano solo 3 settimane e poi anche a Imola partirá il corso di Pet Coaching!!!
Che emozione!
I futuri corsisti che ho avuto il piacere di conoscere sono trepidanti, entusiasti, pieni di voglia di imparare, di mettersi in gioco!
E noi tutor non vediamo l’ora di assisterli durante questo loro percorso, perché diventi un’esperienza indimenticabile per tutto il gruppo!
Cosa aspettarsi da questo corso?
Innanzitutto non dovete pensare di stare seduti su una sedia ad ascoltare e memorizzare delle nozioni puramente teoriche: tutti parteciperete attivamente al corso, anche i vostri amici a quattro zampe!!!
…qualcuno potrebbe spaventarsi… “Ma io sono timido… mi imbarazzo… il mio cane non mi ascolta…”
Tranquilli! Noi saremo lí per voi, per aiutarvi e sostenervi, nessuno vi giudicherá e nessuno vi obbligherá a fare nulla; sarete voi alla fine che avrete voglia di provare in prima persona a mettere in pratica quello di cui parleremo: parola di una ex-timida!
E poi? Poi imparerete a conoscere veramente il vostro cane, a leggere quello che lui vi dice, a comunicare con lui con il vostro corpo e il tono della vostra voce, a considerarlo come parte del vostro “branco” umano, un essere pensante capace di relazionarsi con voi e il mondo intero… se chiaramente gli darete la possibilitá di scegliere il comportamento adatto, piú gli insegnerete e piú sará capace di adattarsi ad ogni situazione!
E ancora: molti hanno deciso di frequentare questo corso per esercitare in futuro la professione di educatore cinofilo; vi daremo anche tutti gli strumenti per inserirvi nel mondo del lavoro, come relazionarvi con i proprietari, come proporvi al pubblico…
… cosa volere di piú?
Che venga presto l’8 gennaio!!!
Nel frattempo… buone feste a tutti, pelosi e non!
Addestrare o… Educare un Cane?
Mi viene sempre da sorridere quando come educatore cinofilo vengo interpellata per “addestrare” un cane… chiedo sempre: “Cosa intendete con la parola addestrare?”
Se guardiamo sul vocabolario leggiamo: “rendere destro, abile”, e quindi penso alla preparazione ad uno sport, ma nel linguaggio comune questo vocabolo assume il significato di far capire al cane cosa puó e non puó fare, cosa deve e non deve fare… una scuola di obbedienza praticamente!
A queste richieste io rispondo che il mio intervento vertirá sull’EDUCARE il cane, o meglio sull’insegnare ai proprietari come si educa un cane (riporto dal vocabolario: “guidare, formare”)!
Quali sono le tappe di un percorso di EDUCAZIONE?
Innanzitutto spiego quali sono i bisogni fisiologici per una cane (sembra ovvio, ma quasi sempre la necessitá di uscire non viene messa tra questi…); poi parlo di come comunica il cane, di come noi possiamo capire il suo linguaggio e di come noi possiamo farci capire da lui; da qui passo a spiegare e mostrare come dovrebbe svolgersi il momento del pasto, l’entrata e l’uscita da casa, la passeggiata, i momenti di gioco e di insegnamento del seduto – terra – resta.
Fondamentale é poi l’argomento della calma: i nostri cani dovrebbero imparare che quando sono calmi e tranquilli succedono delle cose bellissime (pappa, gioco, coccole, uscite…); secondo questo principio un cane lasciato solo a casa non fará dei danni perché sa che la sua tranquillitá verrá premiata!
La base del rapporto tra noi e il nostro cane deve essere la fiducia, la collaborazione, il rispetto reciproco; basare questa relazione sul principio: “Io sono il capobranco e tu mi devi ubbidire” é al giorno d’oggi un concetto superato!
Tra uomo e cane deve esserci armonia, siamo due esseri viventi, entrambi possiamo sbagliare, e non é mai troppo tardi per cambiare il nostro modo di comunicare con il nostro amico a 4 zampe, anche se lui ha giá 5, 6, 7 anni o oltre!
Dott.ssa Deborah Fratucello
Med. Veterinario-Ed. Cinofilo C.S.E.N.
www.caneconseizampe.com/ultimissime
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Quando il tuo cane ha paura del temporale… e dei fuochi d’artificio, degli spari…
Una delle qualità sensoriali più spiccate del cane è quella di sentire rumori lontanissimi e per noi bassissimi: temporali in arrivo, spari dei cacciatori, fuochi d’artificio; ció è una fortuna per noi, perché conoscendo il nostro cane e guardando il suo comportamento possiamo prevedere che un “pericolo“ è in arrivo e preparare il nostro amico a questi eventi così traumatici per lui.
Non tutti i cani reagiscono in ugual modo a questi rumori: per sensibilità uditive diverse, per esperienze passate diverse, per caratteri diversi…
Ma la domanda fondamentale è: cosa fare in queste occasioni?
Facciamo un passo indietro: un cane andrebbe abituato fin da piccolo ai rumori forti, ma non sempre si ha l’occasione di esporre il cucciolo a tutta una serie di esperienze uditive per far crescere in lui la sicurezza necessaria; per questo è importante lavorare sull’aumentare l’autoaccreditamento del cane in se stesso con giochi/esperienze diversi durante tutta la vita dell’animale, anche quando ci troviamo con il problema già presente.
Quindi, quando il tuo cane inizia ad agitarsi, prima di tutto mantieni la calma TU che sei il suo leader, fai un bel respiro profondo e sorridi; chiudi tutte le finestre di casa, accendi la radio (la musica classica dal ritmo tranquillo sarebbe l’ideale), chiudi le porte delle stanze “inutili”, dove il tuo cane comunque non cerca rifugio e prova a distrarre il tuo peloso con il suo giochino preferito, con dei bocconcini prelibati che gli lanci e che deve andare a prendere… ma se vedi che il tuo amico è troppo preoccupato non insistere, continua nelle tue attività senza dare troppa importanza all’oggetto delle sue paure e ai suoi atteggiamenti.
E’ utile offrire al proprio cane un rifugio coperto come un kennel-trasportino-cuccia, se non c’è il tuo amico avrà già scelto di andare a rifugiarsi sotto il letto… controlla sempre che il suo rifugio non sia pericoloso!
Se sei all’aperto tieni il tuo peloso al guinzaglio (una pettorina sarebbe sempre meglio del collare!), parlagli tranquillamente e dirigiti alla macchina/a casa il più velocemente possibile!
Certo, ci sono anche sostanze (farmaci e non) che potrebbero essere d’aiuto, altri piccoli accorgimenti e consigli ma… ho già finito lo spazio dedicato a noi amici dei pelosi!
Tags: abituare, autoaccreditamento, calma, comportamento, cucciolo, fuochi d'artificio, leader, paura, pericolo, pettorina, respiro, rumori, sorridi, temporale
Un problema che ci prende per la gola!
| COMUNICATO STAMPA
A.S.E.T.R.A. (Associazione di Studi Etologici e Tutela delle Relazioni con gli Animali) vuole segnalare l’esistenza di un problema misconosciuto ma concreto: quando si monta un collare a strangolo e si agisce strattonando, si ottiene lo scorrimento di un cappio che si stringe attorno al collo impedendo il passaggio dell’aria e sottoponendo il cane a disagio o a dolore, suscitando in lui un sentimento di paura e/o sofferenza. Non certo il tipo di emozione che vorremmo il nostro amico provasse quando prendiamo in mano il guinzaglio. Poiché oggi sempre più spesso i proprietari si affidano a educatori cinofili o addestratori e molte sono le segnalazioni che riceviamo in proposito all’uso di metodi coercitivi o brutali, di cui il collare a strangolo è solo uno dei più diffusi, occorre allora che i proprietari stessi prendano coscienza di quello che viene fatto ai loro animali e che può danneggiarne non solo il fisico, ma anche e soprattutto l’equilibrio psichico. È necessario rifiutare che vengano usati metodi e strumenti che possano recare dolore o spaventare gli animali. La violenza non è mai giustificata. |
I collari e il loro uso
Quando un proprietario entra in un negozio di articoli
per animali e guarda verso la parete dove sono
esposti i collari, vedrà che la gran parte sono costituiti da un cordone, tessuto o cuoio, oppure una catena e, a ciascuna estremità, un anello. Questi collari possono essere poi collegati al guinzaglio legando i due anelli fra loro (il che formerà un cerchio di dimensione fissa) oppure formando uno scorsoio (che costituisce un cappio): agganciando il guinzaglio sul capo scorrevole si otterrà l’azione di “strangolo” o “strozzo” con cui la metodica viene chiamata riferendo all’evidenza che il collo dell’animale viene “strangolato”.
È diffuso malvezzo utilizzare i collari in questo modo, così se il cane tira o strattona viene strozzato, subendo disagio o dolore o sensazione di soffocamento, lo scopo è di farlo smettere di tirare. Non succederà.
I danni del collare a strangolo
Riferimenti bibliografici:
1.Hallgreen A., 1992 ” Spinal anomalies in dogs” ABCN 9 (3), 3-4
2. Miles,S. 1991 “Trainers and chokers. How dog trainers affect
behaviour problems in dogs” Veterinary Clinics of North America:Small
Animal Practice – Vol.21 n.2 March
I collari posizionati a strozzo sono stati usati sui cani per molti anni; sono così comuni che solo poche persone riflettono bene prima di usarli.
Potrebbero forse diventare meno comuni se la gente fosse consapevole del fatto che questi (oltre ad essere strumenti d’addestramento inefficaci) sono la causa di molti problemi fisici fra cui:
- Lesioni ai vasi sanguigni dell’occhio
- Danni a trachea ed esofago
- Gravi traumatismi della colonna cervicale
- Svenimenti
- Paralisi temporanea delle zampe anteriori
- Paralisi del nervo laringeo
- Atassia degli arti posteriori
L’analisi dei danni causati dal collare a strozzo ha mostrato che alcuni cani presentavano una dislocazione vertebrale mentre altri avevano subito danni permanenti ai nervi. Ancora, una condizione chiamata sindrome di Horner, talvolta causata da traumatismi del collo, provoca disturbi agli occhi e paresi facciale.
I difensori del collare a strozzo spesso ne consigliano l’uso sui cani fin da giovane età. Al contrario proprio sugli animali giovani vi è un maggior rischio di lesioni gravi e permanenti.
Si dimostra pertanto che tale metodica si rivela non solo controindicata ai fini dell’educazione del cane, ma concretamente pericolosa.
Ci sono molti addestratori che possono mostrare metodi più efficaci e sicuri, metodi che non richiedono l’uso di forza o che non hanno il potenziale di causare dolore o danni fisici.
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Cosa fai quando sei a fare una passeggiata con il tuo cane e incontri un altro padrone con il suo cane?
O meglio, cosa vorresti che facesse l’altra coppia? 
Il primo consiglio che ti dò è: rispetto, rispetta prima di tutto il tuo cane, cosa è meglio per lui?
E’ un cane tranquillo che non ha problemi con gli altri cani? Allora puoi valutare se è il caso di conoscere la coppia che state incontrando, osservando bene le reazioni dell’altro cane; mi raccomando: guinzagli morbidi e non state appiccicati ai cani! E chiaramente attenzione ai guinzagli che si aggrovigliano!
E’ un cane che vuole per forza andare a conoscere gli altri cani? Forse sarebbe meglio insegnargli che non si può andare sempre ad annusare qualunque cane, che alle volte bisogna lasciare andare possibili compagni di gioco… puoi cambiare strada, richiamare il tuo cane e chiedergli la sua attenzione mentre l’altro cane passa.
E’ un cane che tende ad “aggredire” gli altri cani? In questo caso il lavoro diventa più delicato, bisogna capire se è una questione di paura, difesa o altro; poi si inizia a lavorare sulla distanza: si mantiene il proprio cane calmo a distanza sempre minore dagli altri cani.
In secondo luogo il rispetto lo devi portare anche verso le persone e i cani che incontri: non a tutti fa piacere che un altro cane si avvicini, ci sono animali anziani che non gradiscono intrusioni, cani nervosi che è meglio non disturbare, padroni al cellulare che magari fanno fatica a gestire cellulare e cane al guinzaglio mentre fa conoscenza con un altro cane al guinzaglio… insomma, valuta sempre bene la situazione, e non ti aspettare che gli altri lo facciano con voi!
Nel dubbio cambia strada, cambia marciapiede, così facendo non sbaglierai mai!
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Perchè è così importante che tu mantenga la calma quando ti rapporti con il tuo cane?
Hai notato che quando tu sei nervoso, anche il tuo cane ne risente? 
Magari tira più del solito al guinzaglio, è agitato, non ti ascolta… non siete sulla stessa lunghezza d’onda!
Soprattutto quando vai in paseggiata con il tuo amico, quel legame fisico che vi unisce, il guinzaglio, diventa un trasmettitore di umori, di sensazioni, di sentimenti; se a questo aggiungi ciò che il tuo corpo produce e che il cane è bravissimo a captare (sostanze volatili emesse attraverso i pori della pelle, il sudore: i feromoni)… non puoi certo mentire al tuo compagno a 4 zampe!
Non basta che ti stampi in viso un bel sorriso, non dare la colpa al tuo cane se quel giorno tutto va storto, non chiederti perchè lui è così ingestibile… certo, la giornata può essere storta anche per il tuo cane, ma tu, qual’è il tuo umore?
Fai un bel respiro profondo, più di uno se serve, scarica il più possibile le tue tensioni, e poi torna a dialogare con il tuo cane, continua la passeggiata; il tuo amico peloso ha molta più pazienza di quanto tu pensi, non porta rancore e quando meno te l’aspetti ha una capacità di sopportazione immensa, ma non abusarne!
E’ importante che la tua mente sia libera dai pensieri quotidiani quando dialoghi con il tuo cane, perchè lui ragiona in modo semplice, diretto; in fondo, non hai scelto di vivere con un cane per godere di una vita migliore, più serena, più piena, più completa?
Fai un bel respiro profondo, sorridi e… buona passeggiata!
Tags: agitato, calma, cane, feromoni, guinzaglio, mente, nervoso, passeggiata, tensioni, umore
Cosa fai quando vai a passeggio con il tuo cane? Soprattutto se il tuo cane è un tipetto agitato, a cui piace correre dietro alle biciclette, abbaiare verso altri cani, è spaventato dai bambini… 
Pensaci bene…
Ti guardi intorno, per vedere se ci sono altri cani, se stanno arrivando dei bambini, se stanno per passare delle biciclette da cui il tuo cane è terribilmente attratto…
E così perdi di vista l’unico dettaglio che ti può fornire più indicazioni di quanto i tuoi occhi possano vedere e prevedere: il tuo cane!!!
Se oltre a dare uno sguardo generale al mondo che ti circonda ti concentrerai sul tuo cane, ti accorgerai che sarai in grado di prevedere le sue reazioni , sarà come leggergli nel pensiero!
Quando un soggetto interessante entrerà nella visuale o nel campo olfattivo del tuo compagno di passeggiata, vedrai manifestarsi in lui prima piccoli dettagli (rallenta la camminata, annusa più insistentemente, le orecchie tendono a drizzarsi,…) che mano a mano diventeranno sempre più evidenti (solleva il muso, si lecca il naso, le orecchie si fanno sempre più dritte per essere più recettive, rallenta ulteriormente l’andatura,…).
Già dai primi segnali potrai accorgerti del soggetto del suo interesse ed agire di conseguenza (se di solito corre dietro alle biciclette, cambierai strada o attirerai la sua attenzione finchè la bicicletta non sarà passata), oppure potrai aspettare e decidere cosa fare in base ai suoi segnali successivi (se sta arrivando un altro cane, puoi aspettare per vedere “che aria tira”: le labbra del tuo peloso si irrigidiscono e lui ti sembra in assetto di attacco? Sei ancora in tempo per cambiare direzione!).
Così la passeggiata si trasformerà in un dialogo silenzioso tra te e il tuo compagno, diventerete sempre più complici e vi capirete con un solo colpo d’occhio!
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